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la casa per le vacanze alle Isole Eolie, alle sette
isole del Tirreno: case Lipari, case Vulcano, case
Salina, case Stromboli, case Panarea, case Filicudi,
case Alicudi
È la più, importante
ed estesa isola delle Eolie (37,6 kmq). Lipari
è una isola vulcanica il cui aspetto attuale
è il risultato di innumerevoli eruzioni
e lunghissimi periodi di inattività. Lipari
è la più popolata isola dell'arcipelago
ed i suoi 12.000 abitanti vivono in diversi centri
abitati: Lipari propriamente detta, Pianoconte,
Canneto, Quattropani,
Acquacalda, Porticello.
Tutti questi centri abitati sono collegati tra
loro da una eccellente rete stradale. Il punto
più alto dell'isola è rappresentato
dal Monte Chirica,
602 mt, di poco inferiore il Monte
S.Angelo, 593 mt.
Fra i monumenti più importanti da ricordare
il "Castello"
in posizione strategica con le sue poderose mura
di cinta, la Cattedrale
costruita dai Normanni nel 1080 e rimaneggiata
nei secoli seguenti. Tutta la storia delle Isole
Eolie è passata da Lipari la quale oggi
dispone di un Museo Archeologico
di grandissimo interesse e di eccezionale valore.
Da ricordare le Terme di
San Calogero costruite nel 1867 ove sgorgano
acque di grande qualità terapeutica. Le
sorgenti sono inglobate all'interno di una attrezzatissima
struttura termale.
Lipari, capoluogo dell'Arcipelago, estende la
sua amministrazione su Vulcano, Panarea, Stromboli,
Filicudi ed Alicudi ed è senz'altro l'isola
più complessa ed interessante sul piano
geologico e vulcanologico. Attraverso la panoramica
di vari crateri, della cui attività in
epoche remote testimoniano l'ossidiana
e la pietra
pomice, offre al turista una zona
montuosa in cui fanno spicco il monte
Guardia di
fronte a Vulcano; il monte
Rosa che divide
Canneto da Lipari; il monte
S. Angelo al centro dell'isola; il monte Chirica
dalla cui cima si domina l'Arcipelago; il monte
Pelato tutto
bianco di pomice, che viene lavorata a
Porticello ed
Acquacalda e
che, trattata nel centro commerciale di Canneto,
è esportata in tutto il mondo. I centri
più importanti, mete anche di gite suggestive,
sono: Quattrocchi,
Pianoconte,
Quattropani,
Monte S. Angelo,
Canneto,
Acquacalda,
Pirrera,
Lami, con
possibilità di escursioni alle cave di
pomice.
L'Acropoli - protetta
da opere di fortificazioni costruite dagli spagnoli
nel 1400 - divide la città in due parti.
Lipari si estende lungo le insenature di
Marina Lunga
e di Marina
Corta, al riparo del suo castello
dalla inconfondibile architettonica barocca. Scavi
recenti hanno fornito l'individuazione e la definizione
esatta di una civiltà preistorica e greco-romana.
Sulla rocca sorgono chiese ricche di interesse
artistico, fra le quali merita particolare attenzione
la Cattedrale
costruita
dai Normanni;
ma l'autentico gioiello, gloria
e vanto di Lipari, è indubbiamente il Museo
Eoliano. Nelle sue 25 sale sono ordinate sistematicamente
le più antiche documentazioni sulle varie
civiltà: vasi e crateri del IV secolo a.C.;
vari tipi di sarcofaghi; anfore figurate di varia
grandezza, oltre
alla fedele ricostruzione della
necropoli di
Contrada Diana,
ordinata in 6 sale (XX - XXV).
Salina (26,8 kmq) è divisa da Lipari da
un canale largo 4 Km e profondo 330 mt. L’isola
è formata da due montagne che vanno a congiungersi
nella vallata di Valdichiesa. La cima "Fossa
delle Felci" a quota 963 mt rappresenta
il tetto dell'isola e di tutto l'Arcipelago. Il
suo nome deriva da uno stagno d'acqua salata posto
nella parte sud dell'isola, che un tempo veniva
utilizzato come salina. E' ubicato lungo la punta
di Lingua; ha una profondità di pochi metri
e una estensione di circa due ettari. I cordoni
litorali che lo cingono sono formati dalle forti
correnti marine che attraversano il canale interposto
tra Salina e Lipari.
Sull'isola che amministrativamente è l'unica
nell'arcipelago a non dipendere da Lipari, sono
presenti 3 comuni autonomi: Malfa,
Leni e Santa
Marina Salina.
Salina è composta essenzialmente da due
ex vulcani (Fossa delle
Felci mt 962 e Monte
dei Porri mt 860). Anticamente proprio
per questa sua caratteristica era chiamata Didyme
(= gemella), nome derivato dalla forma dell'isola:
due rilievi separati da una sella. L'isola ha
una forma quasi trapezoidale e lo sviluppo costiero
è di 24 Km.
Nell'ambito dell'arcipelago Salina occupa il secondo
posto per estensione e per numero di abitanti;
detiene invece il primo posto per quanto concerne
fertilità di suolo. L'isola è ricca
di una folta vegetazione tipicamente mediterranea.
Terrazzata e sfruttata sapientemente con coltivazioni
di capperi, con vigneti e con alberi da frutta,
va famosa e superba per la produzione della Malvasia:
un'uva dagli "acini a chicchi di sole"
che danno un vino sognato ed invidiato nel mondo
dal palato di tutti i buongustai.
L'isola è costituita da due gruppi di rilievi
- a Est, Monte Fossa delle Felci, il cui cratere
ha un diametro di 500 mt circa e Monte Rivi uniti
tra loro da un crinale; a Ovest Monte dei Porri
- congiunti da una sella dalla quale scendono
a Nord, verso Malfa, la valle di Gavite, a Sud,
verso Rinella, il
Vallonazzo. Pressoché in posizione mediana,
con orientamento N-S, la depressione di Valdichiesa
separa i due gruppi di rilievi. Tre principali
formazioni geologiche costituiscono l'isola: due
di età pleistocenica (pleistocene medio)
e una di età wurmiana. Sul versante occidentale
si apre un ampio cratere, solo in parte conservato,
il fondo del quale forma un piano inclinato da
50 a 100 metri sul quale si trova l'abitato di
Pollara.
Vulcano (21 kmq) è costituita
da 4 edifici vulcanici il più cospicuo
dei quali è il "Gran
Cratere" alto 386 mt e sul quale è
presente attività vulcanica sotto forma
di fumarole. Vulcano separata da Lipari da un
canale largo 800 m, dominato dai superbi faraglioni,
può essere suddivisa in tre parti essenziali:
Vulcano piano, 400 mt di altitudine, è
una zona di 4 kmq tra i monti Aria e Saraceno
alti circa 500 mt, e crateri inattivi da tempi
preistorici, ricca di vegetazione lussureggiante
chiazzata dalla macchia inconfondibile delle ginestre;
Vulcano porto, che costituisce la parte pianeggiante
formata dal porto al quale attraccano navi ed
aliscafi e sul quale incombe, massiccio ed imponente,
il Cratere, come è stato lasciato dall'ultima
esplosione che squassò l'intera isola tra
il 1888 ed il 1890; Vulcanello,
all'estremità nord-est dell'isola è
alto appena 120 mt, sembra sorto dal mare in seguito
ad una eruzione del 183 a.C. con i suoi tre minuscoli
crateri, oggi spenti, dai cui materiali eruttivi
prese vita l'istmo con la formazione del Porto
di Ponente, oltre alla Baia
di Levante ricca di fumarole sulfuree sulla
spiaggia frequentatissima a causa delle caldissime
acque dovute ad ebollizioni sottomarine causate
dalla fuoriuscita di gas caldi dai fondali sottomarini.
La caratteristica della spiaggia di Porto Levante
è quella di avere una finissima sabbia
di colore nero.
Sull'insenatura a ponente dell'istmo si stendono,
digradanti in un mare di smeraldo, le sabbie nere
finissime che, vigilate e protette dal faraglione
delle Sirene, rappresentano forse il luogo più
suggestivo e riposante dell'isola. A levante si
erge una montagnola di zolfo
e di allume, ai cui
piedi gorgoglia un laghetto di fanghi
sulfurei efficacissimi
per i loro effetti terapeutici, presso le acque
calde che ribollono alla superficie del mare adiacente.
Sul versante che da sulle Bocche di Vulcano, tra
rocce e sabbie nerastre, alle quali la progressiva
e continua erosione provocata dal vento ha conferito
aspetti grotteschi, si snoda la Valle
dei Mostri. La costiera di Ponente è
un susseguirsi di precipizi, di insenature, di
grotte marine che si aprono su di un mare incontaminato
e pescosissimo.
L'isola offre itinerari incantevoli: La
Valle della Roia; Piano
dell'Arpa; le Grotte
dei Rossi; la Contrada
di Gelso; Capogrillo;
Punte Nere; Punte
Luccia; Punta Quadrata;
Scario; Punta
Faro; la Grotta d'Abate
e, a corona di tante bellezze, la fantasmagorica
Grotta del Cavallo. Terme di Vulcano
Cenni storici
Si trovano a cielo aperto, libere a tutti, alle
spalle del Porto di Levante, in una pozza circondata
da collinette sulfuree da cui fuoriescono soffioni
caldi usati sia per insufflazioni (a debita distanza
e con le dovute cautele), sia per applicazioni
al corpo utili, soprattutto, per chi non può
o non vuole fare l'immersione nei fanghi. Questi
sono una miscela di argilla con alto contenuto
di zolfo micronizzato e con potere radioattivo.
Il pH acido, l'alto contenuto di zolfo, la
temperatura tra i 40°C e gli 80°C per
il continuo afflusso di gas caldi dalle sorgenti
sotterranee in comunicazione pare, col centro
attivo del vulcano, assicurano la sterilità
dei fanghi. In particolare, sull'isola si trovano
due emergenze di acque ipertermali in corrispondenza
delle quali l'acqua ed il gas, erompendo alla
superficie, vengono a formare dei particolari
fanghi di grande efficacia soprattutto per le
malattie artereoreumatiche e, in associazione
alla notevole insolazione e al clima, anche per
alcuni problemi dermatologici come la psoriasi.
Patologie curabili
Malattie reumatiche e articolari: Osteoporosi,
artrosi della mano, del piede, del ginocchio e
dell'anca, spondiloartrosi, fibromialgie, sindrome
del tunnel carpale, spondilite anchilosante, artrite
psorisiaca, reumatismi fibromiositici. Malattie
dermatologiche: Psoriasi, eczemi, orticaria, foruncolosi,
acne.
Impieghi terapeutici
- Crenoterapia
- Balneoterapia
- Fangoterapia
Filicudi, 9,5 kmq, è
la penultima isola nella parte Nord-Occidentale
dell'Arcipelago. Anticamente era chiamata Phoenicodes
per la sua tipica vegetazione lussureggiante di
felci presenti sull'isola, da cui si fa derivare
il nome. Sull'isola sono presenti tre vulcani
ormai spenti: la Fossa delle
Felci che con i suoi 773 metri di altitudine
è il punto più alto dell’isola,
la Montagnola 333
mt e il Torrione
con 280 mt di altitudine.
Nella parte Sud-Orientale sorge, accessibile da
Filicudi-Porto, la piccola e suggestiva penisola
di Capo Graziano, sede di importanti scavi
archeologici che hanno rilevato e portato alla
luce i resti di un villaggio preistorico risalente
al XVI secolo a.C., anche queste a forma circolare,
risalenti all'età del bronzo. Tre sono
i suoi centri abitati: Filicudi-Porto,
Pecorini, Valdichiesa.
Le coste alte, quasi a vertigine sul mare, offrono
avvallamenti ed insenature, grotte fantasmagoriche,
fra le quali merita di essere visitata quella
del Bue Marino. L'isola
è caratteristica per i suoi terrazzamenti
che ne consentivano un certo razionale sfruttamento
agricolo, mentre ancora oggi è fiorente
la coltivazione del cappero. Abbondante la pesca
di aragoste, cernie e ricciole. Come se non bastasse
tutta questa selvaggia panoramicità, sbuca
dal mare, quasi a sfiorare il cielo, l'obelisco
naturale della Canna nell'imponenza dei
suoi 85 mt di altezza, specchiantesi nelle onde
di un mare limpidissimo e cristallino nell'orlo
del tramonto o nelle prime venature dell'alba.
Interessanti i reperti archeologici di antiche
sepolture rinvenute in grotte naturali in località
Montagnola.
Stromboli (12,6 kmq) è
l’isola più a settentrione e ad oriente
dell'Arcipelago. E’ celebre per il vulcano
che la domina, perennemente attivo con tre
bocche eruttive,
tanto attivo che l'isola può essere abitata
perché il materiale eruttivo viene rovesciato
soltanto presso la Sciara del fuoco a nord-est
dell'isola. Si tratta di una spettacolo indescrivibile,
forse unico al mondo, che rievoca e fa rivivere
immagini dantesche nel terribile linguaggio del
ritmico incalzare delle esplosioni, che è
possibile ammirare dal mare antistante la
Sciara ed anche dalla sommità del
cono fumante. L'unico grande cono vulcanico che
forma l'isola è alto 926 mt. Anticamente,
per la sua forma, Stromboli era chiamata Strongyle
(la Trottola). Strombolicchio
è un isolotto che sorge a 1,6 km. a nord
di Stromboli, la cui sagoma ricorda un maniero
medioevale. Nel 1926 vi fu installato un faro
per la navigazione raggiungibile attraverso una
scala di 200 gradini.
Le paurose colate laviche del passato sono presenti
eloquentemente nelle precipiti e frastagliate
costiere che danno un tocco particolare a tutta
la zona compresa fra la Sciara
del Fuoco e Ficogrande.
Tre i suoi centri abitati: S.Vincenzo,
S.Bartolomeo, nella
parte nord-est dell'isola e Ginostra,
villaggio praticamente isolato dal resto dell'isola
e raggiungibile soltanto via mare con le caratteristiche
casette a forma di cubo e tutte in stile eoliano.
Esse punteggiano con il loro candore le spiagge
e le scogliere di agglomerato lavico nerissimo,
in posizione panoramica e su di un mare che è
il paradiso ideale di tanti pescatori per la limpidezza
delle sue acque e per lo spettacolo dei suoi fondali
che si tingono di sole, si smorzano appena sotto
le stelle per ammorbidirsi e colorarsi di nuovo
nelle luca nascenti dell'alba.
Panarea (3,3 kmq) sorge
sopra una piattaforma subacquea pressoché
circolare, in cui lo scandaglio non scende più
a fondo di 50 mt. Anticamente l'isola era detta
Enonymos. Panarea
è un po’ un arcipelago nell'arcipelago
dato che è circondata da piccole isole
minori: Basiluzzo,
abitato in età romana e i roccioni a scogliera
di Dattilo, Lisca
Bianca, Lisca Nera,
Spinazzola, Bottaro,
Panarelli e Formiche,
che, per la loro stessa natura geologica, fanno
subito pensare a movimenti endogeni e tellurici
di antiche esplosioni che ne hanno frantumato
l'unità originaria. Infatti il mare che
bagna questi isolotti presenta sul fondale resti
che ne attestano la continuità di Panarea
e la abitabilità in tempi remoti. Tutto
il territorio può essere considerato unico
per la varietà della sua configurazione,
scoscesa e frastagliata, e per la sequenza di
insenature, spiagge incontaminate e scogli che,
oltre alla naturale bellezza, sembrano tramutarsi
di ora in ora nell'iridescenza di acque variegate
da luci, ombre riposanti, sussurri e sospiri di
ninfe e di sirene.
Incantevole isola è stata abitata sin dai
tempi preistorici. Alla estremità sud dell'isola
sul promontorio di Punta Milazzese è stato
rinvenuto un villaggio preistorico di capanne
circolari risalente alla età del bronzo,
al 1500 a.C. nel quale sono stati trovati e portati
alla luce i reperti più antichi di tutto
l'Arcipelago,.
L’isola s’inerpica fino ai 421 mt
di Pizzo del Corvo ed offre al turista l'ospitalità
dei suoi piccoli centri di Iditella,
S.Pietro e Drautto,
rinomati per la Villeggiatura estiva. A Sud-Ovest
l'incomparabile suggestione di Cala
Junco, antico porto naturale di Capo
Milazzese. In contrada S.Pietro si apre
una piccola baia per navi, aliscafi, pescherecci
e barche da diporto, mentre dalla collinetta soprastante
si possono ammirare lo scoglio di Basiluzzo e
Stromboli. Sopra queste coste, quasi ovunque alte
e rocciose, il territorio interno appare molto
accidentato, più accessibile sulla costa
orientale che si presenta a gradini naturali ampi
e adatti alle colture.
Dell'arcipelago è
l'isola posta più a occidente (5,2 kmq).
Ha forma semisferica, è di origine vulcanica
ed il suo nome deriva dall'antico
"Ericusa" per il gran numero
di eriche presenti sul suo territorio. Tracce
di insediamenti di età romana sono stati
rinvenuti nella parte orientale dell'isola la
più abitabile per la conformazione del
terreno. Per molti secoli, bersaglio di frequenti
incursioni da parte dei pirati che infestavano
le rotte del Tirreno, la sua popolazione fu praticamente
costretta a trovarsi un riparo naturale in casette
costruite sui terrazzi a mezza costa che danno
sul versante orientale.
Si eleva in forma conica ed aspra fino a 675 m
sul mare con il Timpone
della Montagnola, il punto più alto
dell'isola (675 mt.) noto anche con il nome di
Filo dell'Arpa, che
si affaccia su acque azzurre e fantastiche per
la varietà degli effetti di luce ricreati
in esse dal susseguirsi di scogliere, terrazzi,
anfratti naturali e rocce vulcaniche, nelle quali
giocano il nero ed il rosso di antiche esplosioni
e colate laviche. Vi si può assaporare
ancora oggi il gusto di una vita semplice e primitiva
tra gente che è sempre pronta ad accoglierti
con il sorriso della sua ospitalità. Oltre
ai capperi sono presenti sull'isola l'ulivo e
la vite.
L'isola, caratterizzata dall'erica, che pare abbia
suggerito anticamente il suo nome, è saggiamente
sfruttata in quelle che sono le sue esigue risorse
naturali, tra le gradazioni cangianti e carnose
del fico d'india, in un silenzio che ha del divino
e che forse oggi si può trovare soltanto
su questo lembo di terra lontano e sperduto, quasi
fuori dal mondo. Per la sua posizione è
da anni il punto d'incontro di pescatori, dilettanti
e professionisti, di appassionati di pesca subacquea
che sanno di trovare qui un mare che li appagherà
pienamente, ricco come è di una fauna ricercatissima
e svariata.
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Immobiliare - Case per vacanze Via
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